Composizioni non oggettive
Ondulatorio
di Alberto Tebaldi
Pantoni, inchiosto e acrilici su carta
cm 20×30 (2011)
Composizione e analisi
Uno degli aspetti su cui riverso maggior attenzione all’interno del mio modo di fare pittura è nel cercare di decodificare a posteriori le connotazioni formali, grafiche e cromatiche che volta per volta emergono dai miei elaborati e che nascono ora da strutture di derivazione razionale, teorica e scientifica, ora da un empirismo di natura puramente istintiva.
I due sono processi creativi diametralmente opposti: nel primo caso l’insieme degli elementi compositivi è al servizio del ‘sistema matematico’, dunque del sistema musicale, da cui prendono significato; nell’altro caso gli elementi compositivi sono essi stessi artefici e responsabili del significato finale.
Lo studio approfondito dell’armonia jazzistica (della bipolarità tra tonale e modale, della sovrapposizione accordale e dell’improvvisazione melodica…) ha enormemente influenzato, e al contempo ispirato, le mie realizzazioni pittoriche.
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“…le sue opere sono frutto di un’attenta ricerca delle analogie che accomunano gli Universi sensibili e sensoriali della luce, del colore, della forma e del suono, ponendo al servizio di tale ricerca letture e studi di tipo simbolico-esoterici.
Ne consegue una pittura a volte istintuale dettata dall’intrinseca emozionalità del colore, a volte puramente logica e razionale caratterizzata da geometrie e costruzioni schematiche, da calcoli matematici e musicali, da forti riferimenti alla natura misterica degli elementi che egli utilizza, degli aspetti simbolico-psicologici e degli effetti prodotti dalla loro unione”.
Tratto da un articolo redatto in occasione di
una mostra espositiva di Alberto Tebaldi del 2004

